La fatturazione elettronica è ormai una norma consolidata in Italia — ma con la sua diffusione è cresciuto anche il rischio di sanzioni per chi sbaglia o si dimentica di inviarla. Un errore, un invio tardivo o una conservazione inadeguata possono costare caro, con multe consistenti e problemi fiscali da gestire.
In questa guida aggiornata al 2025 ti spiego quali sono le sanzioni previste, quando si attivano, come correggere (quando possibile) e come evitare guai: la tua bussola per muoverti in sicurezza.
Quando è obbligatoria la fattura elettronica
- Se hai Partita IVA per vendite o prestazioni a clienti in Italia, sei obbligato a emettere fattura elettronica in formato XML, da inviare al sistema di interscambio (SdI).
- Anche chi è in regime forfettario deve adeguarsi e usare fatturazione elettronica.
- Le scadenze da rispettare:
- per fattura “immediata”: entro 12 giorni dall’operazione;
- per fattura “differita” (riepilogativa mensile): entro il 15° giorno del mese successivo.
Non rispettare questi obblighi — o farlo in modo errato — espone a sanzioni.
Quali sono le sanzioni (aggiornate 2025)
Dal 1° settembre 2024 la normativa sulle sanzioni è stata aggiornata. Le violazioni più comuni e i relativi costi sono:
| Tipo di violazione | Sanzione prevista |
|---|---|
| Fattura elettronica omessa, inviata in ritardo o errata (e ciò incide sulla liquidazione IVA) | 70% dell’IVA relativa all’operazione, con minimo 300 € |
| Omissione/errore che non incide sul calcolo dell’IVA | Importo fisso tra 250 € e 2.000 € |
| Operazione esente, non imponibile, non soggetta a IVA o in reverse-charge, non documentata | 5% dei corrispettivi non documentati, con minimo 300 €; se la violazione non incide su IVA/reddito, sanzione fissa tra 250 € e 2.000 € |
| Violazioni solo formali (es. errori di dati che non toccano IVA o reddito) | Nessuna sanzione |
Prima del 1° settembre 2024 le penalità erano più dure: sanzioni dal 90% al 180% dell’IVA per omissioni/gravi errori, con minimo 500 €.
Altri obblighi: conservazione e autofatture
Conservazione elettronica
Le fatture elettroniche devono essere conservate in modo conforme (non basta salvarle come PDF su disco): in caso di irregolarità la sanzione può andare da circa 1.032,91€ fino a 7.746,85€.
Autofatture / Fatture estere ricevute
Se ricevi una fattura da un soggetto estero (o in certi casi devi emettere autofattura), devi trasmetterla entro 15 giorni dal ricevimento. Il mancato invio o invio errato può generare sanzioni specifiche.
Bollo su fatture elettroniche (dove dovuto)
Se l’imposta di bollo era dovuta su una fattura non soggetta a IVA e non viene versata o viene versata in modo incompleto, la sanzione può essere del 25% (o del 30% per violazioni precedenti), salvo ravvedimento.
Come “rimediare” — il ravvedimento operoso
Se ti accorgi dell’errore o dell’omissione — e vuoi evitare il massimo della sanzione — puoi utilizzare il meccanismo del ravvedimento operoso.
A seconda del tempo trascorso, la sanzione può essere ridotta anche notevolmente:
- se regolarizzi entro 90 giorni → sanzione minima (es. 1/9 su quella ordinaria);
- se regolarizzi entro la dichiarazione IVA: riduzione ulteriore;
- se oltre, la sanzione si mantiene, oppure può essere applicata al massimo.
Questo vale anche per omissioni lievi o errori formali.
Cosa rischi se non rispetti le regole
- Multe salate: in percentuale sull’IVA o con importo fisso.
- Obblighi di conservazione fatture con sanzioni addizionali.
- In caso di ripetute violazioni: possibili accertamenti, problemi amministrativi e contabili.
- Incertezza per bilanci aziendali e difficoltà in caso di controllo fiscale.
Insomma: non è un “piccolo guaio” — può diventare una spesa significativa.
Come mettersi in regola: consigli pratici
- Usa un software certificato per fatturazione elettronica (XML + invio al SdI) — evita Excel o PDF fatti a mano.
- Invia le fatture entro i termini: 12 giorni per immediate, 15 del mese successivo per differite.
- Se commetti un errore o dimenticanza, regolarizza subito con ravvedimento operoso.
- Conserva le fatture secondo le norme: formato digitale conforme, backup sicuri e accessibili.
- Se emetti autofatture o ricevi fatture da estero: rispetta i termini di invio.
- Verifica l’eventuale imposta di bollo e versa correttamente — evita sanzioni aggiuntive.
Conclusione
La fatturazione elettronica — oggi obbligatoria per molti — è un grande strumento di semplificazione contabile e fiscale. Ma come ogni strumento, va usata correttamente.
Gli errori — omissioni, ritardi, invii irregolari — non sono “scusabili”: dal 2024 le regole sono chiare e le sanzioni reali.
Meglio investire qualche minuto in più — con un buon software e un po’ di attenzione — per evitare rischi e costi imprevisti. Essere in regola significa lavorare con serenità e sicurezza.
FAQ
1. Entro quanto tempo devo inviare una fattura elettronica?
Entro 12 giorni dall’operazione per fattura immediata; entro il 15 del mese successivo per fattura differita.
2. Cosa succede se invio la fattura in ritardo?
Puoi ricevere una sanzione pari al 70% dell’IVA dell’operazione (minimo 300 €) oppure, nel caso l’errore non influisca sull’IVA, una sanzione fissa da 250 a 2.000 €.
3. Cos’è il ravvedimento operoso e quando conviene usarlo?
È una procedura che consente di regolarizzare omissioni o errori pagando una sanzione ridotta, se agisci entro certi termini (es. entro 90 giorni).
4. Devo conservare le fatture elettroniche obbligatoriamente in modalità digitale conforme?
Sì. Se la conservazione non rispetta le regole di legge, rischi una sanzione compresa tra circa 1.000 e 7.700 €.
5. Anche chi è in regime forfettario deve rispettare le regole di fatturazione elettronica?
Sì: tutti i contribuenti con Partita IVA, compresi i forfettari, devono emettere, inviare e conservare fatture elettroniche secondo le regole previste.


