Ritenuta d’acconto: cos’è, come calcolarla e quando applicarla

La ritenuta d’acconto è uno dei temi fiscali più confusi per professionisti, freelance, imprese, clienti e sostituti d’imposta. Aliquote, casi particolari, fatture, versamenti e regole cambiano a seconda del tipo di attività e del soggetto coinvolto: basta un errore per generare sanzioni, mancati pagamenti, fatture errate o ritardi nei versamenti.

Gli errori più comuni — come applicare la ritenuta quando non è dovuta, indicare l’aliquota sbagliata, sbagliare la fattura o non versare la ritenuta entro il 16 del mese successivo — sono frequenti e costosi.
Senza contare che molti articoli online spiegano solo la teoria, senza esempi concreti, casi particolari, tabelli e scenari reali.

In questa guida aggiornata al 2025/2026 trovi tutto ciò che serve:

  • cos’è la ritenuta d’acconto;
  • quando si applica e quando no;
  • aliquote corrette in base al tipo di compenso;
  • fatture con ritenuta spiegate passo-passo;
  • calcoli numerici reali e tabelle riepilogative;
  • versamento tramite F24 (codice tributo 1040);
  • scadenze, sanzioni e ravvedimento operoso;
  • FAQ avanzate e casi particolari.

Che cos’è la ritenuta d’acconto: definizione semplice e completa

La ritenuta d’acconto è una somma trattenuta dal committente (cliente) sulla fattura del professionista o prestatore d’opera, e versata allo Stato come anticipo delle imposte dovute dal professionista.

In pratica:

  • il professionista emette fattura lorda,
  • il cliente trattiene una quota (di solito il 20%)
  • versa la ritenuta allo Stato tramite modello F24,
  • e paga al professionista il netto.

Ritenuta d’acconto “a titolo d’acconto” vs “a titolo d’imposta”

  • A titolo d’acconto → È un anticipo sull’IRPEF del professionista (caso tipico: lavoratori autonomi residenti).
  • A titolo d’imposta → È un’imposta definitiva (es: compensi a non residenti).

Quando si applica la ritenuta d’acconto

La ritenuta è obbligatoria quando:

  • il committente è sostituto d’imposta (aziende, enti, professionisti con dipendenti o collaboratori, condomini, PA, società);
  • il prestatore è un professionista o prestatore d’opera con reddito da lavoro autonomo non in regime forfettario;
  • il compenso è assimilabile a lavoro autonomo o prestazione occasionale.

Quando NON si applica

  • Regime forfettario
  • Operazioni soggette a IVA nel regime forfettario
  • Vendita di beni
  • Lavoro autonomo non esercitato abitualmente (solo se cliente è privato non sostituto d’imposta)
  • Prestazioni verso soggetti esteri senza stabile organizzazione in Italia (salvo casi specifici)
  • Prestazioni verso privati che non sono sostituti d’imposta

Aliquote della ritenuta d’acconto 2025/2026

Ecco le aliquote aggiornate:

TipologiaAliquotaTipo
Lavoro autonomo (residenti)20%A titolo d’acconto
Prestazione occasionale20%A titolo d’acconto
Non residenti30%A titolo d’imposta
Diritti d’autore20%Su base imponibile ridotta
Provvigioni intermediari23% (o 20% con riduzioni)A titolo d’acconto

Come calcolare la ritenuta d’acconto: esempi pratici

Vediamo i casi più richiesti dai professionisti.


Esempio 1: professionista con partita IVA in regime ordinario

Compenso: €1.000
IVA 22%: €220
Rivalsa INPS 4%: €40

Base imponibile ritenuta:
1.000 + 40 = €1.040

Ritenuta 20%:
20% di 1.040 = €208

Totale fattura:
1.000 + 220 + 40 = €1.260

Netto pagato al professionista:
1.260 – 208 = €1.052


Esempio 2: prestazione occasionale

Compenso lordo: €500
Ritenuta 20%: €100
Netto al prestatore: €400


H3 – Esempio 3: non residente (ritenuta a titolo d’imposta 30%)

Compenso lordo: €1.000 → ritenuta 30% → €300
Il prestatore riceve €700 e l’imposta è definitiva.


Come fare una fattura con ritenuta d’acconto (step-by-step)

  1. Inserire il compenso lordo (es. €1.000)
  2. Aggiungere eventuale rivalsa INPS
  3. Calcolare la base imponibile ritenuta
  4. Applicare la ritenuta (es. 20%)
  5. Aggiungere IVA se applicabile
  6. Sottrarre la ritenuta dal totale da pagare
  7. Indicare il testo obbligatorio in fattura:

“Ritenuta d’acconto del 20% ex art. 25 DPR 600/1973: €[importo] trattenuta dal committente e versata allo Stato.”


Versamento della ritenuta: F24, codice tributo e scadenze

Codice tributo per il versamento

1040 – Ritenute su redditi di lavoro autonomo

Scadenza

Il sostituto d’imposta deve versare la ritenuta:

entro il 16 del mese successivo al pagamento della fattura.

Dove si indica nel modello F24?

  • Sezione: Erario
  • Codice tributo: 1040
  • Anno di riferimento: l’anno del pagamento
  • Importo a debito: ritenuta trattenuta

Sanzioni e ravvedimento operoso

Il mancato versamento delle ritenute è considerato violazione molto grave.

Sanzioni

  • 30% dell’importo non versato
  • INTERESSI legali sul dovuto
  • Eventuale responsabilità penale per omesso versamento continuato

Ravvedimento operoso

Permette di ridurre la sanzione a seconda del ritardo:

RitardoSanzione
Entro 14 giorni0,1% al giorno
Entro 30 giorni1,5%
Entro 90 giorni1,67%
Entro 1 anno3,75%

H2 – Errori comuni sulla ritenuta d’acconto (e come evitarli)

  • Applicare la ritenuta ai forfettari
  • Non sapere che la ritenuta va versata entro il 16 del mese successivo
  • Usare una base imponibile errata
  • Versare con codice tributo sbagliato
  • Dimenticare di rilasciare la Certificazione Unica
  • Dimenticare di includere le ritenute nel Modello 770

Consiglio: utilizza sempre software di fatturazione aggiornati o chiedi supporto a un commercialista.


Casi particolari e domande avanzate

Professionisti in regime forfettario

Non subiscono ritenuta e non la indicano in fattura.

Privati che acquistano prestazioni

Se non sono sostituti d’imposta → non applicano ritenuta.

Soggetti esteri

Di norma ritenuta 30% a titolo d’imposta, salvo convenzioni contro doppia imposizione.

Provvigioni e agenti

Aliquota diversa (art. 25-bis DPR 600/73) → 23%.


Conclusione

La ritenuta d’acconto è uno strumento fondamentale del sistema fiscale italiano e, nonostante la sua apparente semplicità, comporta regole precise e sanzioni severe in caso di errori.

Con questa guida:

  • hai esempi chiari e completi,
  • capisci quando applicarla e quando no,
  • sai come emettere fattura corretta,
  • conosci aliquote, scadenze, codici tributo e adempimenti.

Che tu sia un freelance, un’impresa o un sostituto d’imposta, seguire attentamente queste indicazioni ti permette di evitare errori costosi e gestire correttamente il rapporto con il Fisco.


FAQ – Domande frequenti sulla ritenuta d’acconto

1) Chi deve applicare la ritenuta d’acconto?

Tutti i soggetti che sono sostituti d’imposta: aziende, enti, professionisti con dipendenti, condomini, PA.

2) I forfettari devono applicare la ritenuta?

No. I forfettari non applicano né subiscono ritenuta d’acconto.

3) Su cosa si calcola la ritenuta?

Sulla base imponibile: compenso + rivalsa INPS (se prevista).

4) Quando va versata la ritenuta?

Entro il 16 del mese successivo al pagamento della fattura.

5) Qual è il codice tributo per il versamento?

1040 — ritenute su redditi di lavoro autonomo.