Avere una partita IVA a reddito zero è una situazione più comune di quanto si pensi, soprattutto nei primi mesi di attività o nei periodi di crisi.
Il problema è che molti credono che “reddito zero” significhi nessun obbligo.
In realtà, anche con fatturato e reddito pari a zero, la partita IVA comporta precisi adempimenti fiscali e contributivi.
In questa guida scoprirai:
- cosa significa davvero reddito zero
- quali obblighi restano
- se devi pagare tasse o contributi
- quando conviene chiudere la partita IVA
- quali rischi evitare
Cosa si intende per partita IVA a reddito zero
Una partita IVA è a reddito zero quando:
- non hai emesso fatture
- oppure hai ricavi pari a zero
- oppure i costi annullano completamente i ricavi
Attenzione:
reddito zero ≠ attività inesistente
Se la partita IVA è aperta, il Fisco considera l’attività potenzialmente operativa.
Partita IVA a reddito zero: è legale?
Sì, è legale
Non esiste un obbligo di fatturare o produrre reddito minimo.
Tuttavia:
- il reddito zero non può essere permanente
- l’attività deve essere coerente e reale
- il Fisco può verificare la situazione
Il rischio non è il reddito zero, ma l’inattività prolungata senza giustificazione.
Quali obblighi fiscali restano con reddito zero
Anche se non hai guadagnato nulla, restano diversi obblighi.
Dichiarazione dei redditi
Devi presentarla sempre, indicando:
- reddito pari a zero
- costi sostenuti (se presenti)
Saltarla comporta sanzioni, anche se non devi pagare imposte.
IVA
Dipende dal regime fiscale:
🔹 Regime forfettario
- niente IVA
- niente liquidazioni
- ma dichiarazione obbligatoria
🔹 Regime ordinario
- dichiarazione IVA obbligatoria
- anche a zero movimenti
INPS: si paga con reddito zero?
Qui sta il punto più critico.
Professionisti (Gestione Separata)
No contributi se il reddito è zero
I contributi sono calcolati solo sul reddito prodotto.
Artigiani e commercianti
Sì, i contributi fissi sono dovuti anche con reddito zero
Parliamo di:
- contributi INPS minimi obbligatori
- circa 4.000 € annui, indipendentemente dal fatturato
È il principale motivo per cui molti chiudono la partita IVA.
Partita IVA a reddito zero e controlli fiscali
Il Fisco può:
- inviare comunicazioni di compliance
- chiedere chiarimenti
- verificare l’effettiva attività
Rischi maggiori se:
- reddito zero per più anni consecutivi
- assenza totale di operazioni
- incoerenza con il codice ATECO
Per quanto tempo si può avere reddito zero
Non esiste un limite scritto, ma nella pratica:
- 1 anno → nessun problema
- 2 anni → situazione da monitorare
- 3+ anni → alto rischio di contestazioni
Soprattutto per imprese, meno per professionisti.
Conviene tenere aperta una partita IVA a reddito zero?
Dipende dal caso.
Conviene se:
- stai avviando l’attività
- hai costi iniziali
- prevedi ricavi a breve
Non conviene se:
- paghi contributi fissi
- non prevedi entrate
- l’attività è ferma
Chiudere la partita IVA: quando è la scelta migliore
Chiudere la partita IVA è spesso la soluzione migliore se:
- reddito zero da anni
- contributi INPS elevati
- nessuna prospettiva di ripresa
La chiusura è gratuita e ti evita costi futuri.
Partita IVA a reddito zero e NASpI
Caso molto cercato.
In generale:
- la partita IVA può essere compatibile con NASpI
- ma reddito zero non basta
- conta l’effettiva attività svolta
Serve attenzione per evitare decadenza o recuperi.
Errori comuni da evitare
❌ Non presentare la dichiarazione
❌ Pensare che reddito zero = nessun obbligo
❌ Ignorare i contributi INPS
❌ Lasciare la partita IVA “dormiente” per anni
Conclusione: reddito zero non significa zero responsabilità
Avere una partita IVA a reddito zero è legale, ma:
- gli obblighi fiscali restano
- i contributi possono essere dovuti
- l’inattività prolungata è rischiosa
Se la situazione è temporanea, nessun problema.
Se è strutturale, meglio valutare la chiusura.
FAQ – Partita IVA a Reddito Zero
1. Devo fare la dichiarazione dei redditi con reddito zero?
Sì, è sempre obbligatoria anche se non hai fatturato nulla.
2. Pago tasse con partita IVA a reddito zero?
No imposte sul reddito, ma potresti dover pagare contributi INPS.
3. I contributi INPS sono sempre dovuti?
No per la Gestione Separata, sì per artigiani e commercianti.
4. Posso tenere la partita IVA inattiva?
Solo per brevi periodi. L’inattività prolungata può creare problemi.
5. È meglio chiudere la partita IVA se non fatturo?
Spesso sì, soprattutto se hai costi fissi e nessuna prospettiva di reddito.


